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L’arieggiatura del tappeto erboso

L’arieggiatura del tappeto erboso rappresenta sicuramente una delle operazioni base da effettuare in giardino per avere un prato sano, sempre curato ed esteticamente gradevole. Scopriamo insieme perchè?

Durante la bella stagione, i comuni rasaerba che utilizziamo per la manutenzione del giardino, tendono a rilasciare sul tappeto erboso dei piccoli depositi di erba. La maggior parte vengono asportati con la raccolta del materiale tagliato oppure vengono velocemente assorbiti dal terreno se utilizziamo il sistema taglio mulching o micro-mulching, ma una piccola percentuale tenderà sempre a depositarsi sul terreno ed accumularsi nel tempo, fino a formare un leggero strato isolante sul suolo comunemente chiamato feltro. Durante l’operazione di arieggiatura o sfeltramento del prato, non faremo altro che effettuare una pulizia della parte superficiale del terreno da questo tipo di residuo.

La rimozione del feltro pertanto diventa fondamentale per migliorare la salute del prato e per prevenire l’insorgenza di malattie spesso dovute all’ eccessiva presenza e permanenza di umidità trattenuta dal feltro al livello del suolo. Non solo, uno degli elementi fondamentali per il benessere del prato è l’aria contenuta nel terreno. Un terreno “soffocato” dal feltro non consente un adeguato scambio gassoso, l’acqua e i nutrienti penetrano con difficoltà nel suolo ed il nostro prato potrebbe non avere uno sviluppo ottimale o reagire poco agli stimoli delle concimazioni.

Un prato ben radicato è un prato più sano. Anche per questo è opportuno arieggiare. In presenza di feltro le piantine che compongono il manto erboso sceglieranno la via più semplice per la formazione delle nuove radici, andando a sviluppare l’ apparato radicale proprio in questo substrato organico anzichè in profondità nel terreno. L’effetto sarà visibile in piena estate o durante l’inverno quando le nuove radici saranno troppo in superficie e pienamente esposte al caldo o freddo di queste stagioni.

Per molti giardinieri esperti l’arieggiatura potrebbe essere nota e di facile messa in opera, ma per chi non ha mai preso in considerazione questa particolare pratica agronomica o per chi non ne conoscesse l’esistenza, ecco di seguito una serie di informazioni utili per avere una panoramica completa delle azioni da compiere e degli strumenti da giardinaggio necessari per realizzarla.

Quando arieggiare il prato? Per ottenere una buona arieggiatura del manto erboso e per poter procedere correttamente con i macchinari specifici per realizzarla, è necessario tagliare l’erba il più possibile. L’ideale è fare questo lontano dai periodi in cui l’erba potrebbe soffrire maggiormente lo stress da taglio, quindi evitare la piena estate ed il pieno inverno.  Il momento migliore per effettuare un’ arieggiatura del prato perciò è in primavera Marzo – Aprile oppure inizio autunno Settembre-Ottobre, in base alle temperature del periodo. 

Come arieggiare il prato? A tale scopo esistono in commercio diversi attrezzi, generalmente chiamati arieggiatori, che possono essere usati manualmente come dei comuni rastrelli oppure dotati di motore termico od elettrico, da usare quando le superfici da trattare sono più ampie. Gli strumenti a motore, per mezzo di rotori collegati ad esso, permettono di fare un lavoro più professionale e mirato avendo caratteristiche diverse tra loro.

Differenza tra arieggiatore e verticut? Gli arieggiatori sono più delicati, montano sui rotori delle molle che pettinano il prato sollevando il feltro che sarà poi raccolto. Si possono utilizzare per arieggiature più delicate o di mantenimento oppure su tipologie di manto erboso che non sopportano il taglio verticale applicato con i verticut. I verticut, come dice il nome, hanno alcune lame come un tosaerba, ma più sottili e poste in verticale che servono a grattare la superficie del terreno, separando lo strato di feltro dal prato. In base al tipo di lame utilizzate, fissate al rotore oppure lasciate libere di muoversi, è possibile ottenere effetti diversi anche sul terreno, come per esempio fare operazioni di incisione più profonde volte a decompattare e favorire il drenaggio.

Qualunque strumento si utilizzi, prima di procedere con l’operazioni di arieggiatura, sarà opportuno regolare l’altezza dell’arieggiatore in modo tale che le lame sfiorino il terreno, ma non arrivino a toccare le radici oppure che le molle sbattano troppo forte al suolo con il rischio di rompersi. Quindi passare per linee parallele tutto il giardino e se molto infeltrito ripetere l’operazione anche in senso perpendicolare. Poi passare nuovamente il rasaerba per raccogliere la risulta.

Molto spesso alle fasi di arieggiatura del prato susseguono quelle di ri-semina e recupero di manti erbosi vissuti o che hanno subito danni importanti durante la stagione estiva o invernale. Come si effettua la rigenerazione del prato? Scoprilo nel nostro articolo dedicato.

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